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Cosa vedere in Marocco: dal caos di Marrakech al silenzio del Sahara

Cosa vedere in Marocco? La risposta più difficile è proprio quella che sembra più semplice.

Perché il problema non è trovare luoghi belli, ma quali scegliere e attraversare quando hai soltanto undici giorni.

Marrakech, Atlante, Ait Ben Haddou, Ouarzazate, Dades, Todra, Merzouga, Fes, Chefchaouen, Rabat, Casablanca, Essaouira.

Wow!

Il mio itinerario nasce proprio da questa domanda: come faccio a far vivere un Paese intero senza trasformare il viaggio in una corsa?

Cosa vedere in Marocco: Marrakech, l’impatto

Cominciamo dalla Città Rossa.

Marrakech ti investe con colori, profumi, rumori, persone, mercati e architetture. La medina e Jemaa el-Fna sono tra i luoghi simbolo della città.

È il Marocco che ti prende per la giacca e ti dice: “Benvenuto.”

L’Atlante: quando la città scompare

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Poi parti e la scena cambia. Le strade salgono verso l’Alto Atlante e ll paesaggio si apre.

Ait Ben Haddou appare quasi come una scenografia, ma è un luogo reale e rappresenta uno dei grandi esempi dell’architettura tradizionale del sud marocchino.

Poi Ouarzazate, La valle del Dades, Todra e infine il deserto.

Merzouga: il silenzio

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Se qualcuno mi chiedesse cosa vedere in Marocco per vivere qualcosa che difficilmente dimenticherà, gli parlerei del Sahara.

Non soltanto delle dune, ma del silenzio che si avverte laggiù.

Nel mio itinerario ho voluto dedicare un’intera giornata all’area di Erg Chebbi proprio per evitare l’idea del “arrivo, cammello, fotografia, via”.

Voglio che ci sia tempo per attraversare le dune in cammello e arrivare al lago, incontrare una famiglia nomade, conoscere i villaggi e per fermarci ad ascoltare la musica Gnawa a Khamlia.

Fes: il Marocco della storia

Dopo il deserto arriva Fes e qui il viaggio cambia pelle.

La medina di Fes è uno dei grandi patrimoni culturali del Paese ed è riconosciuta dall’UNESCO.

Qui entreremo nella storia, nell’artigianato, nelle ceramiche, nelle concerie e nelle strade della medina.

Ma vorrei aggiungere qualcosa: un laboratorio. Non soltanto guardare, ma fare.

Perché imparare a modellare un piccolo oggetto di ceramica significa portarsi via un frammento del Marocco costruito dalle proprie mani.

Chefchaouen: il respiro

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Poi arriviamo nel blu dipinto di blu: Chefchaouen.

La città è costruita sul fianco della montagna e la sua medina è caratterizzata dalle celebri tonalità azzurre.

Qui voglio lasciare libertà. Niente corsa: solo camminare, fotografare, sedersi a osservare. E poi, perdersi in quello che si scorge.

C’è anche l’Oceano Atlantico

Rabat, Casablanca con La Moschea Hassan II. E infine Essaouira e il suo mare. Immagina il vento e la spiaggia… lontano dalla routine.

Il viaggio termina tornando verso Marrakech.

E forse è proprio questa la risposta alla domanda cosa vedere in Marocco. Non cercare soltanto monumenti, ma contrasti perché nei contrasti che un Paese comincia davvero a rivelarsi.

Se vuoi vivere questo percorso insieme a me, scrivimi su Instagram a pensiero.vagabondo per ricevere informazioni sul viaggio di gruppo.

 

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